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Bergamo, inchiesta coronavirus: Gallera in Procura

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BERGAMO — I magistrati della Procura di Bergamo che indagano sulla gestione emergenza coronavirus hanno sentito nel pomeriggio di ieri, in qualità di testimone, l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera.

“E’ un atto dovuto – ha detto Gallera ai giornalisti fuori dalla procura -. La magistratura sta approfondendo e noi siamo informati sui fatti. Non sono preoccupato”.

Gallera è arrivato in Procura intorno alle 17. L’assessore è stato ascoltato dal pool dei pubblici ministeri coordinato dal procuratore Maria Cristina Rota.

L’indagine, in particolare, riguarda la gestione dei pazienti nelle Residenze socioassistenziali e sulla riapertura del pronto soccorso dell’ospedale di Alzano.

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La deposizione di Gallera, che è avvenuta davanti al procuratore facente funzione Maria Cristina Rota e i pm Silvia Marchina e Paolo Mandurino. Ha riguardato i temi finiti sotto la lente di ingrandimento della magistratura di Bergamo. L’assessore ha lasciato la Procura attorno alle 20.15 di giovedì 28 maggio, evitando di rilasciare dichiarazioni ai giornalisti che lo attendevano.

Come Gallera, anche il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, sarà sentito presto come persona informata sui fatti. In particolare, in riferimento alla mancata istituzione della zona rossa ad Alzano e Nembro all’inizio di marzo.

In precedenza la procura ha raccolto la testimonianza del direttore generale del Welfare regionale Luigi Caiazzo, per far luce sulla stessa inchiesta.

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