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Politica

Salvini, il senato decide sul processo Open Arms

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Decreto Rilancio centrodestra

ROMA — E’ previsto per giovedì 30 luglio il voto del Senato che potrebbe mandare a processo il leader della Lega Matteo Salvini per la vicenda Open Arms.

Alla vigilia del voto, Salvini si difende e mette in mezzo il Movimento 5 Stelle per il caso della nave dell’ong spagnola rimasta al largo per 19 giorni con 150 migranti a bordo nell’agosto 2019.

“Io mi aspetto che qualcuno esprima dignità, onestà e correttezza, se devo andare a processo non sarà la prima volta. Io ho agito a difesa del mio Paese e quello che ho fatto l’ho fatto in compagnia del premier Conte, ho fatto quello che c’era nel programma di governo non ritengo che ci sia stato un errore o reato. Se qualcuno domani ritiene che sia un reato ne risponderemo in tanti. Vorrà dire che Conte mi accompagnerà un po’ a Catania e un po’ a Palermo e prenderemo una granita”, ha detto Salvini nel corso di una conferenza stampa alla Camera a chi gli chiede cosa si aspetta domani dal voto di palazzo Madama sulla richiesta a procedere nei suoi confronti per il caso Open Arms.

Salvini, Open Arms: la memoria difensiva

“Da un attento esame dei fatti accaduti – si legge nella sua memoria difensiva – non può ritenersi sussistere nessuna violazione di norme penali. In quanto la condotta che mi viene contestata è insussistente. E comunque essa altro non è che un’automatica conseguenza delle scelte politiche effettuate dall’intera compagine governativa, nel perseguimento dell’interesse pubblico. A un corretto controllo e a una corretta gestione dei flussi migratori nonché a una piena tutela dell’ordine pubblico e, più in generale, un doveroso atteggiamento di salvaguardia delle prerogative costituzionali dello Stato italiano. Sulla scorta delle relazioni internazionali e del diritto internazionale in condizione dí parità con gli altri Stati”. La memoria è stata presentata il 17 febbraio 2020.

“Appare da questa ricostruzione come l’interesse pubblico coinvolto sia di limpida e cristallina evidenza sotto molteplici e svariati profili, che segnano inequivocabilmente la linea su cui si è articolata tutta l’attività della compagine governativa nella gestione dell’evento”, si legge nel documento.

“561 sbarchi in un giorno, che portano a 13.094 gli arrivi nel 2020 contro i 3.654 registrati nello stesso periodo di un anno fa. Solo nei primi 29 giorni di luglio abbiamo toccato quota 6.144 immigrati arrivati in Italia. Il dato peggiore degli ultimi tre anni. Il governo approva lo stato di emergenza per il Covid, ma i clandestini scappano dai centri di accoglienza. E c’è chi mi vuole processare per aver chiuso i porti. Difendere l’Italia non è reato: ne sono orgoglioso, lo rifarei e lo rifarò”, dice Salvini.

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